Problemi Affrontati

Le Fobie

Le fobie specifiche, un tempo chiamate le fobie semplici, costituiscono uno dei disturbi d''ansia più comuni. Sono paure fuori dall''ordinario, irrazionali, intense e persistenti nei confronti di oggetti o situazioni particolari.

Nel corso della propria vita il 12.5 % dei pazienti sviluppa una paura talmente grande da ricorrere ad estremi rimedi per evitare la situazione ansiogena.

E'' presente di solito un''ansia anticipatoria che accompagna il soggetto anche solo all''idea di dover affrontare la causa dei propri terrori.

I sintomi, di fronte all''oggetto che scatena la paura, sono gli stessi d altri disturbi ansiosi: sudorazione, tachicardia, difficoltà del respiro.

Qualora la causa di una fobia specifica possa essere facilmente evitata, questa può non interferire in modo determinante con la vita di chi è affetto da questo disturbo.

Se, invece, non è possibile evitare la situazione o l''incontro con l''oggetto ansiogeno, inizialmente sono presenti solo ansia e stress ma successivamente questi individui si troveranno a limitare la propria vita sociale e lavorativa solo per evitare la situazione temuta.

Al fobico basta infatti immaginare come pensiero o come fatto di entrare in contatto con ciò che teme per manifestare le reazioni tipiche che potrebbe avere di fronte all''oggetto della propria fobia.
 

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l Disturbo da Attacchi di Panico

Il DAP è caratterizzato dall''improvviso verificarsi di un senso di paura senza alcun motivo particolare o apparente, durante il normale svolgimento delle attività quotidiane.

La maggior parte degli attacchi di panico raggiunge la massima intensità entro 10 minuti ed i sintomi sono caratterizzati da iperventilazione, tremori, movimenti oscillatori,sensazione di caldo o di freddo, sudorazione profusa, nausea, palpitazioni, dolori al petto.

Alcuni presentano il fenomeno della depersonalizzazione ossia hanno la sensazione di trovarsi all''esterno del proprio corpo e di guardarsi dall''alto. Altri hanno invece la sensazione che il proprio corpo sia irreale, in questo caso si parla di derealizzazione. Ogni attacco può provocare una preoccupazione sempre maggiore, chiamata ansia anticipatoria che può aumentare fino a colmare le ore o le giornate che separano un attacco da un altro.

Circa 1/3 dei giovani adulti ha almeno un attacco di panico tra 15 ed i 35 anni e, secondo il DSM IV dall''1.5 al 3.5 % della popolazione mondiale sviluppa un disturbo da attacchi di panico nel corso della propria vita.

Sembra esserci una causa biologica a tutto ciò: trigger difettoso della parte del cervello che normalmente scatena la reazione di difesa allo stress o fuga: durante un attacco di panico il cervello segnala un pericolo che nella realtà non c''è. Esiste inoltre una predisposizione genetica e quindi familiarità per questo disturbo.

Il DAP si sviluppa e si aggrava gradualmente: inizialmente l''attacco o gli attacchi possono verificarsi improvvisamente, successivamente possono invece manifestarsi subito prima o subito dopo l''incontro con una persona, con un oggetto o con una situazione che determina ansia.

Con l''accrescersi dell''ansia anticipatoria molte persone preferiscono evitare i luoghi le situazioni in cui si sono
manifestati precedenti attacchi sviluppando agorafobia, nonostante essi non sappiano bene di cosa abbiano paura: l''importante è evitare l''attacco.

Questa persona al termine dell''attacco di panico cerca un sollievo da chiunque glielo possa dare: spiegandole cosa è successo, rassicurandola, dandole una pacca sulla spalla, dandole un farmaco o un consiglio che ridimensioni il terrore assoluto provato. La storia se non interviene intelligente e una terapia adatta, dura per tempi infiniti.

La prima preoccupazione sarà quella d''individuare la malattia fisica di cui soffre, e sarà senza risposta con il rischio di diventare ipocondriaci; la seconda sarà quella di mettere, inutilmente tra sé e il panico una distanza di sicurezza.

Per questo comincerà ad "evitare" cioè a non fare tante piccole grandi cose della vita quotidiana con la scusa che potrebbero farla stare male. Alla fine gli evitante rimarrà solo la segreta aspettativa, mai corrisposta , che starsene chiusi dentro casa per il resto della vita, le eviterà gli attacchi.

La terza preoccupazione è quella di mantenere sempre un elevato livello di ansia anticipatoria, quella condizione fittizia di poter interferire, mantenendo un elevato livello di paura di avere paura con il decorso della malattia.
 

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Il Disturbo d'' Ansia Generalizzata GAD


Il GAD è caratterizzato da un costante, e peraltro ingiustificato, senso di preoccupazione verso qualsiasi evento che raggiunge una tale gravità da causare una sintomatologia che persiste per almeno sei mesi.

I sintomi che possono comparire in questa patologia sono: costante inquietudine: i soggetti temono il peggio e non possono controllare il loro stato d''ansia e di apprensione dolori muscolari aumento dello stato di vigilanza insonnia difficoltà di concentrazione sudorazione, tachicardia, vertigini, diarrea, ecc cefalea
Questo disturbo può compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché esse vivono in uno stato di tensione continua: si preoccupano non solo per gli eventi quotidiani della vita, per lo stress a cui sono sottoposti ma per qualsiasi cosa: i familiari, la salute, la situazione economica, il lavoro, il mondo che li circonda.

Un senso di ansia, a volte vago, altre greve, accompagna immancabilmente questi soggetti. Sono irrequieti, tesi, hanno difficoltà a concentrarsi, per quanto stanchi non riescono a sedersi, non riescono a riposare.

La naturale conseguenza è un progressivo isolamento, prima dagli amici, poi dal lavoro, riducendo al minimo le proprie attività. Alcuni sviluppano un episodio di depressione maggiore per cui si rivolgono allo specialista, altri, preoccupati per la loro salute, iniziano iter diagnostici e terapeutici dispendiosi e del tutto inutili. Se non riconosciuto e curato, il disturbo d''ansia generalizzato può protrarsi per molti anni riacutizzandosi nei momenti di maggiore stress.

La diagnosi di ansia generalizzata viene dal fatto che non c''è nessuno dei sintomi comuni agli altri disturbi d''ansia. Non deve stupire il fatto che manchi una causa o un elemento scatenante, perché questo disturbo ha, come anche altri, la caratteristica di non poter riconoscere un motivo esterno che lo giustifichi. Ed è questa spesso la causa di maggiore preoccupazione per chi ne è affetto.


Il Disturbo Ossessivo Compulsivo OCD

Le ossessioni sono idee fisse, irrazionali che si presentano ripetutamente nella mente di un individuo. Le compulsioni sono, invece, rituali, gesti ripetitivi che una persona non può fare a meno di non compiere.

Lo scopo di questi comportamenti è quello di alleviare uno stato d''ansia o prevenire situazioni temute. Le compulsioni tuttavia producono un sollievo che è solo momentaneo non conferiscono né soddisfazione né realizzazione.

Oltre il 90 % dei pazienti affetti da OCD manifesta sia ossessioni che compulsioni, nonostante qualcuno sia più tormentato dall''uno che dall''altro. Colpisce dal 2 al 3 % della popolazione mondiale ed esordisce generalmente durante l''adolescenza.

Per questo disturbo, più che per altri, è possibile mettere in evidenza l''origine biologica e la predisposizione genetica: c''è, infatti, una alterazione dei gangli della base per cui questi pazienti tendono a diffidare del proprio sapere e della propria conoscenza. Questo dubbio - i francesi chiamano l''OCD la malattia del dubbio - li spinge a controllare e/o ripetere le stesse azioni continuamente. Anche la serotonina appare coinvolta aumentando il dubbio e diminuendo la sicurezza in se stessi. La sintomatologia può essere molto varia.
 


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La Fobia Sociale

La fobia sociale o disturbo d''ansia sociale consiste nella paura di trovarsi in una situazione, generalmente pubblica, potenzialmente umiliante, in si è esposti al giudizio altrui.

Le persone affette questo disturbo, peraltro piuttosto frequente, circa il 13 % della popolazione mondiale, cercano di evitare le situazioni in ci debbono fare qualcosa davanti agli altri, ad esempio mangiare, parlare, fare la propria firma.

Nei casi di ansia da prestazione, un tipo di fobia sociale, i soggetti temono oltre il normale la prova per cui devono essere giudicati, ad esempio cantare, fare un esame, gareggiare, etc.

Oltre alla pura e alla tensione, questi individui sviluppano una serie di sintomi fisici: instabilità, rush del volto, tachicardia,tremori, vomito, diarrea.

Le cause possono essere ricercate in traumi infantili, basso livello di autostima, ipersensibilità al rifiuto.

Di solito, la maggior parte di questi pazienti sono perfettamente in grado d''individuare la causa che dà origine alla propria ansia. Per costoro trovarsi al centro dell''atenzione diventa un incubo: si sentono impacciati e fortemente imbarazzati.

Evitare, evitare di apparire, evitare di comparire, evitare di essere sottoposti a qualsiasi tipo di giudizio, evitare. Il paziente affetto da fobia sociale organizza tutto il suo tempo e tutte le sue azioni con l''unica prospettiva di sentirsi rassicurato dal non entrare in contatto con il giudizio del prossimo.


Ansia e Depressione

Sono i due sintomi più comuni tra quelli che esprimono una situazione di disagio psicologico, e spesso vengono accostati quasi fossero una cosa unica. In realtà sono profondamente diversi, e differente è anche la loro gravità.

Numerosi ipotesi confermano che una situazione di ansia cronica sia in grado di determinare delle variazioni biochimiche nel cervello che riproducono quelle tipiche della depressione. Dal punto di vista psicologico è invece noto che la difficoltà a lottare contro gli effetti di uno stato di ansia prolungata può portare alla demoralizzazione e quindi ai presupposti di una depressione.

E'' infatti depresso chi, per un periodo abbastanza prolungato, almeno quindici giorni, lamenta continuamente senso di stanchezza, mancanza di forze e di energie, assenza di concentrazione, preoccupazione per la propria salute, totale disinteresse verso l''appetito, il lavoro, gli svaghi o la sessualità. Piange spesso, vorrebbe "morire" e non riesce ad esprimere correttamente altro che la propria profonda incapacità.

In questi casi occorre rapidamente l''intervento dello psichiatra e la cura per i sintomi che è peraltro sovrapponibile a quella della malattia stessa. Un supporto psicoterapeutico si può rendere utile quando la fase acuta si è stabilizzata e la maggiore minaccia per il paziente depresso - il rischio di suicidio - si è allentato.

Dal punto di vista clinico, peraltro, l''uso dei farmaci antidepressivi anche per la maggior parte dei disturbi d''ansia ha permesso di unificare il trattamento e di ottenere un risultato clinico considerevole in entrambe le situazioni.

 


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Il Dott. Formaggi svolge l''attività di  psichiatria e psicoterapia negli studi di Milano, Ferrara e Mestre Venezia - previo appuntamento - al numero 347.43.53.403